Comune di Salvitelle (SA), 1985-1988
don Antonio Soldovieri
Arch. Lucio De Chiara, Ing. Raffaele Petrone, collaboratore Geom. Beniamino Rapuano
Prospetto posteriore dopo l’intervento
Prospetto principale prima dell’intervento
Intorno alle origini di questa cappella, oggi ampliata, tanto da avere l’aspetto di una vera chiesetta, non si hanno che pochissime notizie scritte e qualche fonte che ci viene dalla tradizione. Nel manoscritto “terre delle Salvitelle” del 1689, a pag.417 si legge:
“Vi è anche una chiesa sotto titolo di San Sebastiano, la quale è dell’Università ed ha bisogno di gran riparo”.
Primo progetto campanile in struttura mista muratura e acciaio
È probabile che sia stata costruita in fretta tra il 1657 e il 1658, epoca della terribile pestilenza che decimò quelle popolazioni. La tradizione vuole che gli abitanti del paese, afflitti da una grave peste che aveva fatto vittime a non finire, vestiti i panni della penitenza, avessero portato in giro per il paese la statua di San Sebastiano perché la peste cessasse di infierire; il Santo esaudl le preghiere dei fedeli e la peste improvvisamente cessò di fare altre vittime.
Prospetto posteriore prima dell’intervento (campanile crollato)
Gli interventi realizzati sono i seguenti:
Fu progettato un campanile in struttura mista muratura e acciaio come dai disegni allegati. Successivamente si preferì la ricostruzione del campanile dal primo livello fino a ricomporre la configurazione precedente al crollo, utilizzando una struttura in c.a. inserita nella muratura esistente per il primo livello e per la rimanente parte in elevazione rivestita con muratura di laterizi ed intonaco.
Fase di ricostruzione del campanile crollato
La volta dell’abside è stata consolidata con il metodo della gunite. È stato effettuato il consolidamente della muratura al di sotto dell’arco trionfale realizzando anche dei collegamenti longitudinali rispetto all’abside. Le murature sono state tutte consolidate con iniezioni di malte cementizie. per migliorare le capacità reattive e la consistenza.
Sono stati consolidati i cantonaIi di facciata, molto danneggiati, con iniezioni cementizie armate e realizzate le piattabande al di sopra delle aperture. Per quanto riguarda la copertura, ssa è realizzata con un solaio laterocementizio, a due falde, costituito da travetti prefabbricati disposti all’incirca ogni metro, soletta superiore in c.a., il tutto poi alleggerito da tavelloni forati. In corrispondenza del piano di gronda è stato disposto un cordolo di appoggio in c.a.
A tale quota inoltre sono posti dei travetti, sempre in c.a. prefabbricati, ad interasse di circa m. 2,00, con funzione di catena.